In un giorno di nuvole.

65729_316696141727516_380181367_n    Il sopraggiungere improvviso di una buona idea, nasce sempre quando ho i piedi fra l’erba. O almeno un albero vicino. Anche uno striminzito vasetto con dentro un piccolo “hypoestes”, strappato al triste destino di piantina da interno, destinata ad essere infilata dentro un vaso di vetro senza foro per lo scolo dell’acqua, assieme ad altre venticinque sfortunate – tutte con esigenze colturali diverse possibilmente.

Del cosa sia “Giardino” ed il “Giardinare” si scrivono ogni anno fiumi di inchiostro, da secoli. Successivamente, l’avvento della comunicazione via web ha indubbiamente portato ad una divulgazione più diretta e scambievole, e conducendo dritto dritto al proliferare di siti, blog (pure io..) portando talvolta ad accesi scambi in diretta tra moderatore e lettore. Da qui ho maturato la convinzione che il Giardiniere è uno degli esseri più sanguigni che abitano questo nostro bistrattato pianeta.

Sì, perchè il Giardino è una filosofia di Vita. Il Giardino lo si sente nel cuore come la fede, per la quale talvolta ci si mettono vicendevolmente (e con gusto) le dita negli occhi ed andando oltre purtroppo. E non intendo necessariamente una fede di tipo religioso, ma quel qualcosa che senti dentro e che ti spinge a scelte molto precise e determinate, mosse da estrema convinzione che quella è la Strada Giusta. O ancor meglio “LA STRADA”. 

Il fatto che un Giardiniere sia una persona dotata di determinazione incrollabile ed inguaribile fiducia, oramai è assodato. Guardalo negli occhi e scorgerai sempre il “work in progress” perenne: d’altronde egli va – inconsapevolmente – di pari passo con la natura, perchè il vero Giardiniere di razza è in continuo movimento.

Anni fa, quando lavoravo nel mondo della moda e talvolta mi aggiravo tra foreste di sederini patiti ed ossuti e rappresentanti con suv carichi di accessori costosissimi, giorno dopo giorno si faceva strada in me la consapevolezza che io sognavo foreste vere; e per la precisione l’immaginare serre piene di vasetti di primule (primule esattamente primule ecco..) da manutenzionare mi confortava. Pertanto ogni momento libero, lo trascorrevo informandomi e cercando di seguire la mia naturale inclinazione.

La mia nonna protestante; da bambina mi insegnò a leggere la Bibbia ed a cercare in lei le risposte più alte.

Bè, ho fatto pure questo: nel primo libro – La Genesi – la prima cosa che il buon Dio si premurò di fare dopo aver creato il mondo e tutte le sue pertinenze, fu quella di creare un Giardino. E da buon coltivatore, sapeva che un Giardino va curato. Pertanto ci mise dentro la sua creatura più elaborata con il compito di coltivarlo.

Il primo mestiere all’alba del mondo è quello del Giardiniere. Vedete voi.

IMG_2787“Dio il Signore prese dunque l’uomo e lo pose nel Giardino di Eden perchè lo lavorasse e lo custodisse”

Genesi 2:15

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